Località

Castelnovo del Friuli

torrente Cosa

Altitudine: m 234

Abitanti: 940

Frazioni: Almadis, Celante, Costa, Franz, Graves, Madonna dello Zucco, Michei, Mostacins, Oltrerugo, Paludea, Vidunza, Vigna

Castelnovo del Friuli si distingue per i numerosi paesi e borgate che compongono il Comune, disposti quasi sempre in posizione elevata sulle verdi colline, disposte a contorno del torrente Cosa. Un caso particolare è costituito dalla borgata di Praforte, abbandonata circa quarant’anni fa per il rischio di frane e proprio per questo ancora intatta e ben conservata nella sua bella architettura rurale.

villa Sulis

Tra i paesi e vicino al corso d’acqua si aprono numerosi sentieri, facilmente percorribili, in uno scenario naturale di grande quiete. Il territorio è rinomato per la coltivazione dei vigneti, da cui si traggono pregiati vini autoctoni quali l’Ucelut, lo Scjaglìn, il Piculit Neri e il Forgjarìn. Monumento simbolo di Castelnovo è la chiesa di San Nicolò, in località Vigna, la cui facciata illuminata dal sole è ben visibile a molti chilometri di distanza, costruita sul sito e con i resti del castello dei Savorgnan.

 

Clauzetto

scalinata del Perdon

Altitudine: m 558

Abitanti: 398

Frazioni: Celante, Pradis di Sotto, Pradis di Sopra

Raggomitolato sul fianco del monte Pala, Clauzetto è definito il balcone del Friuli grazie alla sua splendida posizione elevata, da cui si può stendere ampio lo sguardo su molta parte della pianura friulana. Cuore del paese e della comunità è la chiesa di San Giacomo, dalla monumentale scalinata di 98 gradini che i penitenti usavano salire in ginocchio. La fama del tempio si deve a una reliquia del sangue di Cristo proveniente da Costantinopoli, donata alla fine del Settecento e ritenuta autentica dall’allora patriarca veneziano Foscari. In occasione della solenne funzione del Perdono, qui accorrevano moltitudini di pellegrini anche dalle nazioni confinanti. Molto piacevole l’ambiente naturale in tutto il territorio, occupato da boschi e prati. A Pradis di Sotto il torrente Cosa ha scavato in milioni di anni la roccia, dando vita a un suggestivo scenario di grotte e orridi, accessibili al pubblico.

 

Meduno

piera da l'aga

Altitudine: m 313

Abitanti: 1723

Frazioni: Navarons

Il monte Valinis, che sorge alle spalle del capoluogo, è oltremodo conosciuto agli sportivi sia italiani che d’oltralpe, perché - per la sua conformazione morfologica e per lo spirare dei venti - ben si presta ai lanci con parapendio e deltaplano. Il territorio comunale, allo sbocco della vallata dei Tramonti, vanta una storia molto antica, come tradisce il nome celtico e i materiali rinvenuti vicino all’abitato di Ciago.

palazzo Colossis

La posizione di controllo perdurò anche in età medievale, quando i vescovi di Concordia fecero erigere sul colle di San Martino un castello, di cui restano ormai poche tracce. In un ambiente praticamente incontaminato, gli amanti della natura possono tuttavia ancora oggi percorrere i molti sentieri che risalgono la montagna. Sull’altra riva del torrente Meduna, in zona impervia alle pendici della pala Barzana, si raggiunge il paese di Navarons, il cui nome è indissolubilmente legato agli sfortunati moti risorgimentali di Antonio e Silvio Andreuzzi.

 

Pinzano al Tagliamento

Natività del Pordenone

Altitudine: m 201

Abitanti: 1639

Frazioni: Manazzons, Valeriano

Molta parte della storia di Pinzano è legata al fiume Tagliamento, che proprio ai piedi del paese – superata l’ultima strettoia montana – si apre alla vasta pianura friulana. Qui fin da tempi antichissimi esisteva un guado che viandanti, mercanti e pellegrini superavano a barca. Un secolo fa fu costruito il primo ponte; danneggiato da eventi bellici e dalle ondate di piena, è stato sostituito nel ’70 dall’attuale a campata unica, affascinante esempio di ingegneria e di bellezza. Il territorio è però molto noto sotto l’aspetto artistico grazie l’intensa attività svolta agli inizi del Cinquecento dal Pordenone, che qui lasciò alcuni veri capolavori, tra cui una celebre Natività nella chiesa di Santa Maria dei Battuti a Valeriano. Dal punto di vista ambientale è d’obbligo segnalare il bosco che sorge tutto intorno alla strada che scende a Spilimbergo: è considerato l’ultimo lembo della grande foresta planiziale che anticamente copriva tutta la pianura pordenonese.

 

San Giorgio della Richinvelda

Castelo di Cosa

Altitudine: m 86

Abitanti: 4316

Frazioni: Aurava, Cosa, Domanins, Pozzo, Provesano, Rauscedo

La fama della piana della Richinvelda è legata ai fatti del 6 giugno 1350, quando i feudatari ribelli vi uccisero il patriarca di Aquileia Bertrando di Saint Geniès. A ricordo della vicenda, un cippo collocato nei pressi della chiesetta di San Nicolò, dove il capo politico e spirituale del Friuli spirò ormai novantenne (divenne in seguito oggetto di grande devozione popolare). Al giorno d’oggi, invece, la notorietà dei luoghi dipende dalla moderna produzione di barbatelle: a Rauscedo è concentrato il 60% dell’intera produzione nazionale. L’agricoltura costituisce tuttavia un’attività tradizionale per tutto il territorio; a testimoniarlo è il piccolo museo della civiltà contadina di Pozzo. Dal punto di vista artistico, è di assoluto rilievo la chiesa di San Leonardo a Provesano, dove è conservato un grandioso e drammatico ciclo di affreschi realizzato alla fine del XV secolo da Gianfrancesco da Tolmezzo. Dal punto di vista storico, invece, da citare le due imponenti ville signorili, un tempo palazzi fortificati, che i conti di Spilimbergo innalzarono a Domanins e a Cosa.

 

Sequals

Altitudine: m 206

Abitanti: 2189

Frazioni: Lestans, Solimbergo

L’intero territorio comunale e in particolare il paese di Solimbergo furono il centro propulsivo del mosaico nell’Ottocento: da qui venivano i più rinomati artigiani che in tutto il mondo lavoravano le tessere colorate. Sequals, però, è ancora più nota per avere dato i natali al pugile Primo Carnera, che riuscì a vincere il titolo mondiale dei massimi con tenacia e sacrificio, divenendo simbolo di riscatto per milioni di emigranti friulani e italiani nel mondo.

Villa Carnera

Di lui resta oggi la villa in stile liberty, che fece costruire nel momento del maggior successo e che il Comune ha acquistato per trasformare in museo. Numerosi i richiami culturali nella vicina Lestans: l’elegante villa Savorgnan, sede di una significativa raccolta archeologica; villa Ciani, sede del Centro regionale di Ricerca e Archiviazione della Fotografia; la chiesa di Santa Maria Assunta, che conserva uno dei più articolati cicli pittorici di Pomponio Amalteo.

 

Spilimbergo

Castello

Altitudine: m 132

Abitanti: 11687

Frazioni: Barbeano, Baseglia, Gaio, Gradisca, Istrago, Tauriano, Vacile

E’ la città del mosaico per eccellenza, grazie alla presenza della Scuola Mosaicisti del Friuli, fondata nel 1922, istituto di formazione di alto livello cui accedono studenti da tutte le parti del mondo. Ma Spilimbergo ha anche grande rilevanza storica e artistica. Tra medioevo e rinascimento fu uno dei maggiori centri economici e di potere del Friuli e ancora oggi si respira questo clima passeggiando sotto i portici e lungo gli antichi quartieri: Borgo Vecchio, Valbruna, Borgo Orientale, Broiluccio, Borgo Nuovo. Innumerevoli gli elementi di richiamo, dal castello al duomo di Santa Maria Maggiore, dal palazzo cosiddetto “di Sopra” agli altri edifici sacri, dalle torri portaie ai fabbricati civili sette e ottocenteschi. Molto interessanti anche i centri minori, che conservano pure essi un buon patrimonio artistico e culturale. Tauriano, in particolare, fu luogo natale del pittore Umberto Martina e del poeta Mario Argante.

 

Tramonti di Sopra

Chievolis

Altitudine: m 426

Abitanti: 391

Frazioni: Chavalir, Chievolis, Inglagna, Maleon, Pradiel, Pradis, Quas, Redona, Sisto, Sottrivea

Nella parlata locale i tre centri principali della zona sono indicati semplicemente come Vil, cioè Paese: di Sopra, di Sotto e di Mezzo; il nome di Tramonti sta a indicare invece l’intera valle scavata dal Meduna e dai suoi affluenti attraverso le Prealpi Carniche, una valle di bellezza straordinaria, che ancora oggi rapisce la fantasia dei visitatori incamminati per gli innumerevoli sentieri montani.

Nella parte occidentale del territorio sono stati realizzati i due grandi laghi artificiali del Ciul e di Selva. Il bosco e i pascoli hanno rappresentato da sempre la risorsa più importante per gli uomini, che per sfruttarli si erano addentrati in ogni parte. Di questa colonizzazione restano oggi pittoreschi borghi poco popolati o completamente abbandonati, come quelli di Chievolis e di Frassaneit. Nel capoluogo, emerge la chiesa di San Floriano, in posizione panoramica sopra un rilievo, circondata dalla piccola spianata del cimitero.

 

Tramonti di Sotto

Mulino di Campone

Altitudine: m 366

Abitanti: 450

Frazioni: Campone, Faidona, Muinta, Tamarat, Tramonti di Mezzo, Tridis

Anche il territorio di Vil di Sot si caratterizza per l’incantevole scenario naturale di monti, torrenti e boschi. L’imbocco della valle è occupato da un grande lago artificiale: il paese di Redona (che pure tecnicamente appartiene al comune di Sopra), invaso dalle acque, emerge ancora come un silenzioso fantasma nei periodi di secca. Nella valle del Meduna e in quelle laterali si trovano località di grande fascino, molte delle quali conservano i caratteri dell’architettura rurale dell’Ottocento, con i portici in pietra e le finestre ad arco.

A borghi minori ancora vivi come Villa di Mezzo e Campone, con il suo antico mulino, si contrappongono quelli ormai abbandonati di San Vincenzo e Palcoda, oggetto di un bello sforzo di recupero e valorizzazione. Sforzo che la comunità tramontina ha da tempo avviato anche nei confronti della cultura e delle tradizioni locali. Interessanti le testimonianze artistiche nel capoluogo.

 

Travesio

Puntiç

Altitudine: m 226

Abitanti: 1803

Frazioni: Toppo, Usago

Disteso ai piedi del monte Ciaurlec, sfiorato dalle acque placide del torrente Cosa, sorge Travesio, località di antica valenza, la cui pieve fu una delle prime a sorgere dopo la diffusione del cristianesimo nella pedemontana. L’edificio sacro, ristrutturato in più riprese, ospita un grande ciclo di affreschi del Pordenone, oltre che opere del lapicida Pilacorte. Il monte retrostante, attraversato da una buona rete di sentieri, costituisce uno degli habitat più interessanti e ricchi dal punto di vista botanico. Da parte sua Toppo, dominato dai resti del castello medievale (le mura, l’arco d’ingresso, il mastio e l’edificio di abitanza sono stati oggetto di recupero e ora sono visitabili), costituisce uno dei più interessanti borghi della provincia, con le sue case in pietra, i portoni in legno e gli androni fioriti. Sempre a Toppo, il cinquecentesco palazzo - già di residenza dei conti omonimi – è un interessante centro culturale che frequentemente ospita mostre e convegni.

 

Vito d'Asio

rio Barquet

Altitudine: m 533

Abitanti: 910

Frazioni: Anduins, Casiacco, Pielungo, San Francesco

Asio era l’antica denominazione del monte Pala, sul cui versante sud orientale sorge il paese di Vito, a non molta distanza da Clauzetto. In alto, la pieve di San Martino d’Asio è stata storicamente chiesa madre di entrambe le comunità, i cui abitanti vengono perciò chiamati “asìns”.

castello Ceconi

La lunga valle scavata dal torrente Arzino è un ambiente di grande varietà e bellezza, il cui filo conduttore è l’acqua. Quella solforosa del rio Barquet, ad Anduins, ha animato in passato una stazione termale. Nei pressi si apre una grotta carsica, ritenuta dalla tradizione popolare la casa delle “agane”, fate belle e crudeli con i piedi all’indietro. Nella parte superiore, zona di pascoli soleggiati un tempo contesa con le comunità della Carnia, il fiabesco castello di Pielungo testimonia l’incredibile avventura umana di Giacomo Ceconi, emigrato povero a metà Ottocento e rientrato in patria ricco e nobile grazie alle sue capacità imprenditoriali.